I film di Amerigo

Regia: Fabio Gianotti / Produzione: Kosmoki / Origine: Italia

Valloriate, 1944. Guerra partigiana. L’ingresso di un ragazzo di appena 17 anni nella banda dei “ribelli”; la drammatica scoperta della guerra e della sofferenza umana; la paura e l’orrore che lo portano all’acquisizione di una nuova maturità. Un episodio della resistenza fatto rivivere dagli abitanti di Valloirate, tutti alla loro prima esperienza cinematografica.

Regia: Fabio Gianotti / Produzione: Kosmoki / Origine: Italia

Viviamo nell’era del “premi un bottone e tutto si muove ai tuoi ordini”, bombardati da sirene che ci spingono verso il consumo sfrenato e irresponsabile di risorse materiali ed energetiche. Vicino a noi, nascoste e silenti, sopravvivono ancora sacche del mondo antico dove la vita segue il tempo della natura e l’uomo stesso è l’energia che muove le cose. I gesti sono lenti, ma inesorabilmente consapevoli. Come è possibile mediare queste due visioni del mondo totalmente opposte? Con l’ausilio di Luca Mercalli il documentario si propone di delineare alcuni possibili percorsi e alcune “soluzioni” per iniziare a cambiare rotta. La strada, tuttavia, è ancora lunga….

Regia: Philip Borsos / Produzione: National Film Board Canada / Origine: Canada

Questo documentario candidato all’Oscar traccia il cambiamento nel rapporto di un individuo con il suo lavoro tra il XIX secolo e oggi. Concentrandoci su come sono fatti i chiodi, vediamo un fabbro che lavora nella sua fucina, modellando i chiodi da singoli fili di barre d’acciaio. La scena si sposta quindi da questo ambiente tranquillo al rombo di una fabbrica di chiodi del XX secolo, dove le macchine disegnano, tagliano e battono le barre d’acciaio più velocemente di quanto l’occhio possa seguire. Un raro film basato su una sinfonia visiva, che mette in relazione uomo e progresso in maniera originale e simbolica.

Regia: Yuri Palma / Produzione: Ragni di Lecco / Origine: Italia-Pakistan

E’ l’anno 2013 e subito dopo il successo alla Ovest della Torre Egger, un altro progetto prende forma nelle menti di Matteo Della Bordella e Luca Schiera: aprire una via nuova sulla Torre di Uli Biaho, famoso ed elegante monolite di roccia alto 6109 metri, che si trova proprio di fronte alle celebri Torri di Trango, nel Karakorum, in Pakistan. Questa volta il team è numeroso e variegato: insieme ai due Ragni ci sono il varesino David Bacci (allora non ancora membro del gruppo), lo svizzero Silvan Schupbach, il milanese Saro Costa e la valdostana Arianna Colliard nelle vesti di cameraman e fotografa. Sono tutti giovani ed alla loro prima esperienza con l’alta quota in questa spedizione che si rivelerà ricca di colpi di scena ed anche di difficoltà, ma che dopo tante sorprese porterà Della Bordella, Schiera e Schupbach ad aprire una nuova via, in stile alpino, sulla parete Sud Ovest di questa montagna. Il documentario, montato dall’allora quattordicenne Yuri Palma con l’aiuto di Fabio Palma ed Arianna Colliard, racconta nei dettagli ogni singolo momento di esperienza vissuta, il viaggio, la vita di campo base, le scelte, la scalata; tramite un uno stile volutamente coraggioso e impegnativo: quello di lasciare la narrazione alle riprese dirette dei protagonisti, senza aggiunte di voice-over o interviste esterne.

Regia:Filippo Salvioni / Produzione: Ragni di Lecco / Origine: Italia-Groenlandia

420 chilometri in kayak, 50 chilometri a piedi e una parete di 900 metri da scalare in arrampicata libera. Nell’estate 2014 il ragno Matteo Della Bordella si unisce agli amici svizzeri Silvan Schupbach e Christian Ledergerber per un’ avventura in puro stile by fair means, nella selvaggia Groenlandia orientale. I tre ragazzi partono da Ittoqotormiit, piccolo villaggio situato all’inizio del fiordo Scoresby Sund, e in totale autonomia, raggiungono dopo un lungo avvicinamento la vertiginosa parete Nord Est dello Shark Tooth: una guglia di 900 metri di granito verticale e compatto, aguzza come il dente di uno squalo. Dopo aver scalato la parete in quattro giorni consecutivi, dormendo sulle loro portaledge amache, li aspetta il lungo rientro alla civiltà con i kayak, durante il quale non mancheranno le sorprese…

Regia: Pietro Porro / Produzione: Ragni di Lecco / Origine: Italia-Argentina

Era l’autunno del 2010, quando due giovani ragazzi poco più che ventenni si trovarono nella sede del Cai Lecco, per lasciarsi ispirare dai racconti dei ragni più vecchi di loro e lanciarsi in un grande progetto. Quel progetto si chiamava Torre Egger, una delle più belle guglie della Patagonia, sorella minore del più celebre Cerro Torre. La sua parete Ovest era ancora inviolata ed era la sfida perfetta che Matteo Bernasconi e Matteo Della Bordella stavano cercando. “The Egger project” racconta nel dettaglio tutte le peripezie di Bernasconi e Della Bordella, che hanno tentato per ben tre anni di fila di salire questa montagna. Sfida, fatica, snevante attesa, ma anche divertimento, amicizia e spirito di squadra sono alcuni degli ingredienti di questo documentario, nel quale per la prima volta si affaccia timidamente sulla grande scena alpinistica un altro ragno giovanissimo, Luca Schiera, protagonista di questa salita e di tante altre avventure negli anni a venire.

Regia: Pietro Bagnara / Produzione: Ragni di Lecco / Origine: Italia

Due uomini si preparano a salire una montagna in inverno. Sul fare del giorno si mettono in cammino e iniziano la loro ascensione lungo una parete bella e imponente, ricoperta da metri e metri di neve e ghiaccio. Sembra un angolo sperduto del mondo, e invece sono sulla Parete della Fasana nel gruppo delle Grigne a soli 20 minuti dal lago di Como. Come in un sogno il film segue gli alpinisti e Ragni di Lecco Silvano Arrigoni e Lorenzo Festorazzi in un ambiente che racchiude in sé il senso stesso del film: la bellezza, la natura selvaggia e inaspettata sono a due passi da casa nostra. La una colonna sonora è interamente originale e composta appositamente per questo film.

Regia: Guillame Broust / Produzione: Petzl Roc Trips / Origine: Francia, Pakistan

Nicolas Favresse in una nuova avventura piena di sorprese, patatine fritte e colpi di scena! Un massiccio inesplorato in una remota valle del Pakistan, una big wall mai scalata e una solida squadra di alpinisti belgi, francesi e argentini pronti a combinare esplorazione, musica e buonumore. Nicolas Favresse, Jean-Louis Wertz, Mathieu Maynadier e Carlitos Molina ci ricordano cheanche di fronte a difficoltà alpinistiche e imprevisti di ogni genere non dobbiamo mai perdere il sen-so dell‘umorismo.

Hot Docs (Premio del pubblico)

Banff Film Festival (Miglior film di Cultura di Montagna)

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Regia: Sante Altizio / Produzione: LunaFilm / Origine: Italia

Il professor Alberto Carpinteri e il suo gruppo di lavoro ne sono certi. Sanno come si è formato il profilo del corpo impresso sulla Sindone. E sanno anche datarne l’età. Lo ha spiegato ne “La ragione e la passione” il nuovo film documentario prodotto dalla torinese LunaFilm e in occasione dell’ Ostensione 2015. È dal 2014 che gli studi dell’equipe di Carpinteri, che opera al Politecnico di Torino, sono noti: a causare l’impronta sulla Sindone è stato flusso un neutronico scatenato da un forte terremoto che ha colpito Gerusalemme attorno all’anno 30. Come dire: della Sindone sappiamo molto di più di quanto si pensi, ma ancora non sappiamo di chi è il corpo dell’uomo che in quel lino ê stato avvolto. Le polemiche, sia in ambito scientifico che religioso, non mancano. Sono in molti a ritenere tutto il lavoro di Carpinteri, che parte dalle innovative e anch’esse discusse teorie sul piezonucleare, poco credibile. Eppure lui è i suoi più stretti collaboratori non retrocedono e rilanciano la sfida. Ne “La ragione e la passione” affermano: “confrontiamoci, mettiamo sul tavolo i numeri, gli esperimenti, le evidenze. Noi siamo pronti”. Padre Mario Durando si definisce un “divulgatore” della Sindone. Frate cappuccino, è nato e vive a Torino. Da oltre trent’anni legge, si informa, raccoglie dati su tutto ciò che riguarda il “sacro lino”. Di fatto è un esperto, sebbene lo neghi. “Ogni volta che si avvicina un’Ostensione spuntano nuove e spesso stravaganti teorie”, afferma. Padre Mario è un uomo di fede, ma non guarda alla scienza con scetticismo, anzi. “La teoria di Carpinteri è ardita, molto. Ma curiosa. negli anni abbiamo letto e visto approcci ben più stravaganti”. Per lui la Sindone è un’occasione di riflessione sul senso profondo della scelta cristiana. Comunque la si pensi, in effetti, quel lino racconta la morte di un uomo che ha sofferto come i Vangeli raccontano la passione e la morte di gesù di Nazareth. Ma la Sindone è vera? “Forse. E forse non lo sapremo mai”. Padre Mario, però, in cuor suo ha una risposta diversa “Le tracce ci sono, indizi anche. E tutti gli indizi ci portano in Palestina, duemila anni fa. Questo è un fatto”.

 

Regia: Andrea Fenoglio / Produzione: Spinosa / Origine: Italia

Questo film è l’espressione della cultura materiale conservata da due anziani carbonai della Val Lemina, una piccola vallata che parte da Pinerolo.
Il film non si limita a una esemplificazione didascalica di azioni produttive; attraverso i racconti dei carbonai e le immagini dei boschi, delle radure della vallata, delle borgate franate su se stesse, scopre un mondo di fantasmi, un territorio “desertificato”, in assenza d’uomo, che porta però con sé le tracce del suo stanziamento, della sua scomparsa e del suo possibile ritorno.

Premio Città di Imola e Premio della Giuria al Trento Film Festival 2007

Premio del Festival in Memoria di Mario Pigozzi al Film Festival della Lessinia 2007

Premio Speciale della Giuria al Cervino Cinemountain 2007

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Regia: Sante Altizio / Produzione: Nova-T / Origine: Italia/Iraq

Girato in Iraq, tra Kirkuk e il Kurdistan libero, nel settembre del 2003, due mesi prima che Saddam Hussein fosse catturato, “Karne Kurda” racconta il ritorno a casa profugo curdo iracheno che vive in Italia e dopo 23 anni di esilio forzato, grazie alla guerra di Bush Figlio, riesce a tornare a casa a Kirkuk. Per Hawar architetto, pacifista e di sinistra è uno smacco, ma era chiaro che “Per mandare a casa un bastardo come Saddam, – dice – ci voleva un bastardo come Bush”.

Regia: Fabio Gianotti / Produzione: Kosmoki / Origine: Francia, Italia

Liesel Gorges, figlia di un imprenditore di cera da scarpe e di una pianista, vive felice nella cosmopolita Vienna degli anni ’30. Ma la storia non aveva previsto questo per lei. La furia nazista costringe Liesel e la sua famiglia, di origine ebraica, ad un esodo rocambolesco durato 9 anni, attraverso tutta l’Europa, sempre un passo avanti ad Hitler. Berlino, Vienna, Praga, Genova, Ventimiglia, Nizza, il campo di concentramento di Gurs, Saint Martin Vesubie e finalmente la salvezza, in Italia, sulle montagne Cuneesi, protetta da poveri, poverissimi montanari. Settant’anni dopo, Liesel, la giovane ragazza innamorata di un partigiano italiano, ritorna nei luoghi del suo esodo con tutta la sua famiglia. Ritorno emozionante per lei, un viaggio iniziatico per i suoi figli e i suoi nipoti che hanno potuto finalmente “inserire” delle forme reali sopra i racconti di Liesel, per lungo tempo solo immaginati.

Un passaggio del testimone della storia attraverso tre generazioni, la ricerca di un significato attuale dell’olocausto.

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